Stanno spiando le nostre emozioni? Sentiment Analysis nei social media

SINOSSI

Il “Social Web” è diventato oggi lo scrigno che custodisce i sentimenti, le opinioni, e le emozioni di tutti noi, espressi mediante “post” su Facebook, “tweet” su Twitter, video su YouTube, o anche mediante recensioni di prodotti/servizi che affidiamo a siti quali Amazon e TripAdvisor. Ciò ha generato un enorme interesse, da parte di chi si occupa di ricerca sociale, ricerca di opinione, e ricerca di mercato, verso quegli strumenti software che cercano di “capire” (o sarebbe forse più appropriato dire: “carpire”) opinioni, emozioni, e sentimenti, sia dei singoli che delle masse. Cosa pensano i giovani fra i 18 e i 25 anni del nuovo modello iPhone? Cosa pensano gli operatori dei mercati del futuro delle azioni Enel? Che opinioni hanno gli elettori italiani dei candidati alle prossime elezioni politiche? E davvero possiamo predire l’andamento futuro di un titolo di borsa, o i risultati delle prossime elezioni politiche, analizzando i tweet che ne parlano? La tecnologia della cosiddetta “sentiment analysis” ha fatto importanti passi avanti negli ultimi dieci anni, ma si trova ad affrontare un problema titanico, dato dal fatto che i modi in cui esprimiamo verbalmente i nostri sentimenti, le nostre opinioni, e le nostre emozioni, sono spesso sottili, sfuggenti, magari conditi da ironia e sarcasmo, e quindi difficilmente analizzabili. Come disse una volta Garry Trudeau, “Le emozioni sono come le rane; puoi provare a sezionarle, ma il problema è che quando lo fai tendono a morire”. Insomma, a ca(r)pire le nostre emozioni ci stanno riuscendo? E quanto dovremmo preoccuparcene?

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