L’uomo in ambienti estremi: studio della vulnerabilità alla malattia

SINOSSI

Lo studio della risposta dell’organismo umano a situazioni ambientali ‘estreme’ è l’oggetto della ricerca del Centro EXTREME della Scuola Sant’Anna a cui partecipano ricercatori del IFC CNR e dell’Università di Pisa. Si tratta di una ricerca multidisciplinare che ha come obiettivo la comprensione dei meccanismi alla base della “resistenza / vulnerabilità” dell’organismo sano a stress intenso di breve, medio o lungo periodo. Condizioni estreme oggetto della ricerca sono l’apnea, il triathlon, e il volo spaziale di lunga durata. L’obiettivo finale è quello di identificare in questi modelli ‘segnali’ biologici e strumentali specifici del raggiungimento del ‘punto di rottura’, nell’ottica che questi possano essere utilizzati come segnali premonitori dell’insorgenza della malattia nella popolazione generale (medicina pre-clinica).

Sinistra alto: Primo ecografo subacqueo al mondo. Registrazione dell’ecocardiogramma in un apneista nella piscina Nemo di Bruxelles profonda 30m. Sinistra basso: Atleta Ironman durante la riunione ‘Ironscience’ organizzata da EXTREME nell’Isola dell’Asinara. Destra alto: Registrazione di segnali fisiologici in atleta Ironman Destra basso: Mosca. Ricercatori di EXTREME istruiscono un astronauta di MARS 500 a indossare la cuffia per l’autoregistrazione dell’elettroencefalogramma durante il volo simulato su Marte.
Sinistra alto: Primo ecografo subacqueo al mondo. Registrazione dell’ecocardiogramma in un apneista nella piscina Nemo di Bruxelles profonda 30m. Sinistra basso: Atleta Ironman durante la riunione ‘Ironscience’ organizzata da EXTREME nell’Isola dell’Asinara. Destra alto: Registrazione di segnali fisiologici in atleta Ironman Destra basso: Mosca. Ricercatori di EXTREME istruiscono un astronauta di MARS 500 a indossare la cuffia per l’autoregistrazione dell’elettroencefalogramma durante il volo simulato su Marte.
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