Il problema dei detriti spaziali

All’inizio dell’era spaziale, quasi 60 anni fa, lo spazio circumterrestre sembrava infinito e la possibilità di un suo inquinamento a seguito alle attività umane non era stata presa in considerazione. Solo alla fine degli anni ’70 del secolo scorso alcuni ricercatori hanno cominciato a evidenziare i potenziali problemi a lungo termine dovuti al numero crescente di oggetti non controllati intorno alla Terra, prodotti da innumerevoli lanci e frammentazioni in orbita. Oggi le principali agenzie spaziali devono affrontare questa situazione, che minaccia le loro future attività, causando collisioni, anche catastrofiche, con satelliti operativi o con veicoli spaziali abitati, per non parlare del rientro incontrollato di oggetti massicci sulla superficie terrestre. Il probabile dispiegamento, nei prossimi anni, di megacostellazioni costituite da diverse migliaia di satelliti non può che aggravare il problema, se non gestito in maniera molto innovativa e appropriata. Attualmente la questione, che ha ispirato anche film hollywoodiani come Gravity, è affrontata in ambito di ricerca scientifica e tecnologica, ma anche elaborando e facendo accettare a livello internazionale politiche spaziali a lungo termine per la sua mitigazione e, possibilmente, soluzione duratura.