Ciclotrone e Radiofarmacia

Piero A. Salvadori
Istituto di Fisiologia Clinica, CNR

Mercoledì 26 febbraio 2020, ore 15 –  Auditorium del CNR di Pisa

In questa presentazione ci inoltreremo in un percorso che considera un aspetto guardato con giusta cautela ma anche con sospetto e diffidenza: la radioattività. Lo faremo parlando di isotopi radioattivi che sono accomunati da un impiego importante nelle “scienze della vita” e soprattutto in medicina. Parleremo di elementi instabili o resi tali mediante reazioni nucleari, così chiamate per la loro capacità di modificare un atomo e trasformarlo anche in un altro elemento. Vedremo come le caratteristiche chimiche degli atomi radioattivi consentano loro di legarsi con molecole biologicamente attive per diventare radiofarmaci (farmaci radioattivi) ed essere impiegati come indicatori del funzionamento del nostro corpo e come, per raggiungere questo obiettivo, la radioattività sia somministrata direttamente ai pazienti, quasi sempre per via endovenosa, e siano impiegate tecniche di rivelazione e quantificazione della distribuzione della radioattività nel corpo che consentono al medico di dedurre la presenza e la localizzazione della malattia (per esempio una neoplasia), definirne la gravità o comprendere precocemente il successo di una terapia. Vedremo anche che alcuni radiofarmaci possono essere addirittura usati come “killer nucleari”, per colpire in maniera specifica e selettiva le cellule malate. Ma poiché la radioattività è suscettibile di indurre un danno nel nostro organismo, concluderemo la nostra discussione analizzando gli aspetti di sicurezza e cautela connessi con la produzione e l’impiego dei radiofarmaci e con la gestione dei pazienti trattati, collocando gli aspetti di rischio reale e percepito in un contesto complessivo e in base a considerazioni scientifiche.